STADIO LITTORIO 1932

Questa pagina è dedicata alle origini del nostro "Stadio Comunale" di Corso Mazzini che un tempo si chiamava "Stadio Littorio". Per vedere fotografie e notizie dell'attuale struttura basta cliccare QUI.

Nel 2017 è uscito il Libro di Gerson Maceri dal titolo “Il Tempio del calcio Sanremese” tutto dedicato all'impianto di Corso Mazzini, dal 1932 anno della sua inaugurazione ai giorni nostri. Un opera completa che attraverso un viaggio nel tempo ci parla dello splendore di questo avveniristico impianto negli anni '30, ma anche del decadimento avvenuto soprattutto agli inizi del nuovo millennio durante i ripetuti fallimenti della società biancazzurra. L'autore: Gerson Maceri (Sanremo, 1986) si è laureato in Letterature e Civiltà moderne con una tesi su Mario Calvino (edita poi dai “Quaderni Sanremesi”). Insegnante di scuola secondaria e jolly dell’editoria, ha trascorsi sportivi da allenatore (nel calcio) e da dirigente (nel rugby). Ha già pubblicato, per la stessa collana, "I pionieri del football ponentino"

LO STADIO “COMUNALE” DI SANREMO.

La capienza attuale dello Stadio Comunale di Sanremo è di circa 4000 persone. La tribuna coperta, nella quale trovano posto anche il settore riservato alla stampa, alle televisioni e alle radio, può contenere 800 spettatori. Sotto la struttura, sono situati gli spogliatoi, la sede e l'infermeria. La gradinata, divisa in due parti, è la sede dei tifosi più caldi. In totale può contenere 2500 persone. Lo spicchio di curva, destinato ai tifosi ospiti, ha una capienza di circa 700 unità. Appena costruito (1932), gli avversari lo definirono "lo stadio dei milioni". Un impianto polifunzionale che poteva contare anche su di una pista di atletica larga cinque metri, un campo di pallone elastico, quattro campi da tennis e diverse sale per boxe, lotta, palestra, scherma e ginnastica. La storia del "Comunale" ebbe inizio nel 1929, quando l'Ingegner Domenico Parodi presentò il progetto al podestà Pietro Agosti. Un progetto discusso, che partì solo alla fine del 1930: su un'area di 22000 metri quadrati, furono poste le basi per una tribuna dalla capienza di 3000 persone e per una gradinata altrettanto ampia. I busti di Re Vittorio Emanuele III e Mussolini campeggiavano al loro centro. Per questo lavoro furono mobilitate Impresa di Tortona e del Piemonte (per i mattoni). Le pietre usate furono estratte dalle vicine cave di Verezzo, Bordighera e Bussana. La costruzione assunse un'importanza tale che si attivò persino il Sig.Jules Rimet (ideatore del campionato del mondo per nazioni) che con una delegazione FIFA seguì da vicino le varie fasi dei lavori. L'inaugurazione avvenne il giorno 28 Ottobre 1931. Il faraonico complesso sportivo, dati i tempi, venne chiamato fu chiamato "Stadio Littorio". I primi match di calcio vennero giocate nel nuovo impianto il 21 Aprile 1932: la prima partita fu tra selezioni giovanili di Imperia e Savona (2-1 a favore dei primi) e la seconda, ben più importante, fu l'amichevole (finita 3-3) fra il Genoa di Levratto e gli austriaci del Wiener, al top del calcio europeo. Le cronache del tempo raccontarono che per questo "battesimo sportivo", lo Stadio risultava gremito da oltre 15000 persone, ben due volte e mezza la capienza ufficiale, tant'è che dovettero occupare anche la pista d'atletica e le zone dietro le porte. Da quel momento, gioie e dolori della Sanremese passarono sempre per il terreno del "Comunale", (denominazione che lo Stadio assunse dopo la fine della guerra), dalle fantastiche stagioni di Serie B di fine anni trenta al fallimento del 1987. Il vecchio impianto con il tempo perse la sua polifunzionalità rimanendo solo adibito al calcio: nel 1970 ci furono ampi lavori di ristrutturazione che ne modificarono notevolmente la forma mantenendone però inalterato il fascino, così intriso di storia e di emozioni.

 

(N.B.: Alcune informazioni sono tratte da "Il romanzo della Sanremese").

 

Correva l'anno 1929 quando, per iniziativa di un gruppo di sportivi sanremesi, l'ingegner Parodi presentava al Podestà di Sanremo, Pietro Agosti, il progetto per la costruzione di un campo polisportivo. Soltanto nel 1930 il comune della città dei fiori, in quel periodo retto dal commissario prefettizio Manlio Pozzi, appaltava i lavori per la costruzione, su un'area di 22.000 metri quadri sita in corso Mazzini, del campo sportivo del "Littorio", così denominato in epoca fascista. Un'opera costata, per la precisione, 2 milioni 530 mila e 754 lire e 21 centesimi. L'impianto, all'avanguardia per l'inizio degli anni '30, venne subito ribattezzato "lo stadio dei milionari". I lavori videro impegnati 180 operai che lavorarono dal 1° dicembre 1930 al 15 marzo 1932. Per realizzarlo servirono: 2.100 metri cubi di terra per la posa della tribuna su corso Mazzini, 4.600 metri cubi di terra e roccia per la posa della gradinata, 13.000 metri cubi di terra per la formazione del piano del calcio, 5.100 metri cubi di terra per la formazione del piano di pallone elastico e 8.000 metri cubi di roccia per la formazione dei piani tennis. All'interno dell'impianto, nella sua originaria costruzione, si potevano svolgere le seguenti discipline: calcio, atletica, pugilato, scherma, lotta, pallone elestico e tennis. Nel raro documento dello studio Parodi, in perfetta consonanza con la retorica del tempo, si legge testualmente: "Le entrate al campo sono quattro pedonali e due rotabili. Sul lato ovest è un importante arco a triplice porta; costruzione monolitica, sobriamente decorata, sormontata dallo stemma della città di Sanremo, accoppiata a gruppi di fasci littori. La costruzione del portale è in finto travertino; in alto il leone rampante porta la simbolica corona turrita. Dal grande portale, mediante la rotabile e i marciapiedi si accede, a levante, alla tribuna e, a sud, al campo propriamente detto: al ristorante, alle palestre, al tennis, al prato del pallone elastico. L'accesso è contornato da eleganti giardini e delimitato da muri decorativi i quali rendono il senso della loro solidità quali opere durature. Altre entrate si hanno per la tribuna riservata e a levante della costruzione. La tribuna, ha la sua facciata principale sul corso Mazzini e si perviene alla stessa mediante quattro grandi porte dal livello stradale, e da una grande porta centrale e portone d'onore oltrechè dal portale centrale, formato da sei grandi fasci littori che portano il balcone d'onore, in comunicazione con la saletta reale. La tribuna è a due piani. Al piano terreno si trovano tutte le sale per gli uffici di direzione, amministrazione del campo, sale per il dopo lavoro, per i balilla, per la Unione sportiva della città: al piano primo si hanno le scale, i posti distinti, la tribunetta reale, la tribunetta della stampa, la tribunetta della giuria. Otto scale permettono il regolare afflusso e il deflusso della folla. Dalla tribuna, mediante scalette laterali, si accede ai locali dei servizi: i quali pur sistemati con intendimenti economici, riuscirono veramente pratici, convenientemente simulati ed eleganti. Gli speciali reparti per signore e signori, sono sistemati in due gruppi ai lati della tribuna secondo i migliori impianti igienici in uso. Al centro del sottotribuna, con aperture del prato si hanno due bevette. La tribuna misura 100 metri per 10,50. I posti a sedere sono oltre tremila: la copertura è a sbalzo, costruzione snella e solida. La facciata prospiciente il corso Mazzini, è imponente e l'austerità delle linee s'impronta alla più severa eleganza propria di una città cosmopolita com'è Sanremo. Davanti alla tribuna si hanno dei giardini sempre verdi". Nonostante i lavori non fossero ancora terminati l'inaugurazione "politica" del "Littorio" avvenne il 28 ottobre 1931 in occasione dell'anniversario della marcia su Roma, l'apertura alla "folla sportiva" ( così viene definito il pubblico nel documento dello studio Padori ) ci fu il 21 aprile 1932, in occasione del natale di Roma. Per quest'ultima occasione si affrontano, di fronte a più di 20.000 spettatori ( cifra riportata dalle cronache dell'epoca che sembra francamente esagerata ), il Genova ( così sotto il fascismo era stato denominato il Genoa ) e gli austriaci del Wiener. Da quel lontano giorno del 1932 fino ad oggi, lo stadio di corso Mazzini, è stato teatro delle gesta della Sanremese. ( Articolo a firma Romano LUPI pubblicato il 30 ottobre 2008 su l'"Eco della Riviera" ).

Il 21 aprile 1932 venne inaugurato con una partita amichevole tra Genoa e Wiener, che terminò col risultato di 3-3, con ben 15.000 spettatori, che non trovando spazio sugli spalti si accomodarono sulla pista d'atletica. La costruzione dello stadio Comunale, grazie al suo progetto, fu seguita anche da Jules Rimet. In origine il nome dell'impianto era "Stadio Littorio", nome molto usato nel periodo del fascismo, cambiato poi alla fine della guerra in "Stadio Comunale" 

 

                  GENOA                                             WIENER


Cliccando sull'articolo qui sotto si può leggere cosa veniva scritto su La Stampa nel 1932 a riguardo dell'inaugurazione dello Stadio Littorio di Sanremo.

( Sanremo 17 marzo 1956 ) - Giornata storica allo Stadio della città dei fiori. In tribuna, a commentare una partita c'è il grande radiocronista dell'epoca Nicolò Carosio ( nella foto in alto a destra ).

GALLERIA FOTOGRAFICA STADIO LITTORIO

( Cliccare sulle foto per ingrandirle )

Dagli archivi catastali storici ecco le planimetrie dello Stadio Littorio di Sanremo negli anni '40, al momento di maggior splendore dell'impianto.

Planimetria catastale Tribuna

Planimetria Catastale Gradinata Nord